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31 agosto 2016

Mozambico: l'accordo di pace rimane lontano



I colloqui di pace tra il governo del Mozambico e l'opposizione sono stati nuovamente sospesi il 27 agosto scorso, dopo che le due parti non sono riuscite a concordare un cessate il fuoco per porre fine ai confronti che hanno ucciso centinaia di persone e causato la fuga di migliaia di nuclei familiari in località più sicure. Ai colloqui hanno partecipato anche i mediatori internazionali tra cui Mario Raffaelli, presente anche alla firma dell' Accordo di pace di Roma del 1992 con il quale si poneva fine a 17 anni di guerra civile.

12 agosto 2016

I topi giganti contro le mine

In Mozambico, come in molti altri paesi in cui vi sono state delle guerre, migliaia di mine anti-uomo sono ancora disseminate sul terreno. Della loro ricerca se ne occupa un particolare tipo di ratto africano, il crycetomys gambianus che, con un olfatto pari a quello di un cane da tartufi, viene addestrato a riconoscere l’odore della polvere da sparo e del metallo di cui sono composte le mine. La guida a filo lungo la quale questi topi giganti vengono fatti camminare assicura un'accurata perlustrazione di tutta l'area da bonificare mentre la loro leggerezza impedisce alle mine di esplodere. 

07 agosto 2016

Il "Comboio de Sal e Açucar"

Non fa molta notizia quello che accade in Mozambico. Come, del resto, in buona parte dell’Africa. Quando sono in gioco interessi geo-politici come per esempio in Egitto, Libia e Nigeria dove si scontrano gli “affari” di Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito e Italia, allora l’attenzione dei media viene catturata.
Per il Mozambico invece basta e avanza qualche trafiletto di fondo pagina; eppure, solo per restare a un paio di mesi fa, il leader del opposizione mozambicana Afonso Dhlakama, annunciava che entro il 2017 il suo partito, la Renamo (Resistenza Nazionale del Mozambico), avrebbe assunto il controllo delle province nel centro-nord del Paese: quelle conquistate nelle elezioni del 2014, vittoria contestata dal Frelimo al potere dal termine della guerra civile nel 1992.

04 agosto 2016

Buone Vacanze !


Finalmente è arrivata l'estate e dopo un altro anno di lavoro è giunto il momento di un meritato riposo.   
La solidarietà però non può andare in vacanza.

Anche in questo mese saremo a disposizione dei sostenitori per continuare a garantire quel collegamento tra Nord e Sud del mondo che rappresenta l'essenza della nostra attività.

Potete contattarci: 
* per telefono (348 2661321) 
* tramite e-mail (info@maniunite.org)
        


Buone vacanze da tutto il nostro staff !


16 luglio 2016

Siccità in Africa: dramma silenzioso



«Non abbiamo mai sofferto una fame simile. Sta seccando tutto. Campi e pozzi. Non piove dallo scorso anno e non abbiamo nulla da mangiare e da bere. I nostri animali stanno morendo e noi li seguiremo tra poco. È solo questione di tempo».
L'uomo parla lentamente, intercalando espressioni dialettali. Si è avvicinato quando sono sceso dalla vettura per visitare uno dei tanti villaggi che in questi mesi sono colpiti dalla siccità in Mozambico. Mentre parla mi guardo attorno. Oltre alle capanne di paglia, la terra è arida e gli alberi sono privi di foglie. Vedo intorno qualche capra che si aggira in cerca di un’improbabile stelo d’erba. «Come fate per l’acqua?» chiedo. «Andiamo a prenderla lontano da qui, anche cinque chilometri. Ma basta solo per bere
Si avvicina un giovane di circa venticinque anni. È magro, gli abiti consunti, un paio di sandali di plastica ai piedi e si offre offre per un lavoro. «Posso fare qualunque cosa. Ho la decima classe. Qualunque cosa pur di andare via da qui. Il raccolto è andato tutto perduto.» Gli chiedo dove sta andando. «In cerca di radici. Si fanno bollire e riescono a far dimenticare la fame.» Non posso fare molto per lui e tanto meno sono in grado di garantirgli un lavoro. Lo guardo allontanarsi lentamente.
In questi mesi alcune province del Mozambico, specialmente quelle del sud e del centro, sono colpite dalla siccità e il governo, tramite il Programma Mondiale dell’Alimentazione, ha iniziato le prime distribuzioni di alimenti, ma le necessità sono notevoli e molti villaggi non hanno ancora beneficiato di nessun aiuto.

13 luglio 2016

Sant' Egidio: continua l'aiuto al Mozambico


Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, è tornato in Mozambico dove ha incontrato il presidente Filipe Nyusi il quale ha rinnovato l’apprezzamento per il ruolo che la Comunità ha avuto nel processo che ha portato termine ad una lunga guerra civile con la firma dell’accordo di pace avvenuta a Roma nel 1994.
Andrea Riccardi ha espresso a sua volta la vicinanza della Comunità al popolo mozambicano nell’attuale fase di politica e militare che, da circa due anni, sta creando disordini al centro del Paese dove la Renamo rivendica la vittoria elettorale, non riconosciuta dal governo del Frelimo. 

26 giugno 2016

Nuovi tentativi di dialogo

Un primo passo verso la definitiva normalizzazione dei rapporti tra i due storici partiti del paese Frelimo e Renamo? Difficile da poter affermare ma certamente auspicabile. Questa è la prima chiave di lettura che si può dare al cambio di politica interna intrapreso dal governo di Maputo negli ultimi giorni. Durante una manifestazione nella città di Matola nel sud del paese, il presidente del Mozambico Felipe Nyusi ha ceduto alla conditio sine qua non richiesta dal leader della Renamo, Afonso Dhlakama, per potersi sedere al tavolo e tornare a discutere la pacificazione nazionale: nello specifico la presenza di attori internazionali ai negoziati.

23 giugno 2016

Mozambico: 32 nuovi medici

Il Mozambico può contare su 32 nuovi medici, grazie anche al lavoro di Medici con l’Africa  e al sostegno di diversi donatori. Si è svolta a Beira la cerimonia di laurea degli studenti di medicina dell’Università Cattolica del Mozambico (Ucm), con cui Medici con l’Africa collabora dal 2004 nelle attività di formazione, di tirocinio in ospedale, di ricerca e anche grazie all’assegnazione di borse di studio per gli studenti più bisognosi. 

19 giugno 2016

Aiuti italiani per la siccità in Mozambico




Con oltre 380mile persone a rischio di insicurezza alimentare in Mozambico, un numero che potrebbe raggiungere quota 1,8 milioni nel 2017 nel caso continuasse la siccità, l’Italia sta elaborando un piano di risposta nazionale per sostenere il paese africano, l’Africa meridionale e la popolazione gravemente colpiti da El Niño

17 giugno 2016

Fame e siccità: oltre 50 milioni le persone a rischio


Nel 2016 oltre 60 milioni di persone in tutto il mondo saranno colpite da fame e povertà a causa della siccità, del crollo dei raccolti e della scomparsa dei pascoli provocati da El Niño. "La comunità internazionale - si legge nel documento diffuso da Oxfam, che ha lanciato la campagna Sfido la fame -  ha ancora tempo per intervenire in aiuto delle popolazioni più vulnerabili, ma è necessario farlo al più presto per sostenere i paesi che non riescono da soli a fronteggiare le crescenti necessità di intervento umanitario".

 
L’appello lanciato da Oxfam
Tutti gli sforzi della comunità internazionale - si legge nella nota della Ong internazionale - adesso devono concentrarsi nel fornire un’ancora di salvezza alle persone colpite dall’emergenza, almeno fino a quando i raccolti e i fragili pascoli delle zone semiaride non miglioreranno". 
Lo afferma il direttore generale di Oxfam Italia, che ha aggiunto: "Servono maggiori fondi per far fronte ai bisogni umanitari immediati, partendo dagli investimenti necessari a favorire un sistema di produzione del cibo che meglio sappia adattarsi all’impatto dei cambiamenti climatici nei paesi poveri. El Niño, reso ancor più micidiale dai cambiamenti climatici - ha detto ancora Barbieri - ha causato eventi estremi con temperature molto elevate, siccità e inondazioni. A pagarne il prezzo sono le comunità più povere che vivono di agricoltura e allevamento, senza mezzi per fronteggiare shock di questa portata".

Migliaia le persone sostenute ogni giorno
Oxfam è al lavoro in molti dei paesi colpiti dall’emergenza per prestare soccorso alla popolazione: sono centinaia di migliaia le persone che vengono sostenute quotidianamente attraverso la distribuzione di acqua e cibo, la riparazione di infrastrutture idriche e la fornitura di attrezzature per aiutare i produttori di piccola scala e gli allevatori colpiti dalla siccità. Oxfam sta inoltre lavorando a fianco dei governi e delle autorità locali per valutare i danni e monitorare la situazione sul territorio, in modo tale da poter intervenire prontamente in caso di necessità.



Cos'è El Niño
Si tratta di un fenomeno climatico che provoca un abnorme riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale in dicembre e gennaio. Succede mediamente ogni 5 anni, sebbene con un’insorgenza variabile fra i tre e i sette anni. E' capace di provocare – con la stessa intensità – sia inondazioni disastrose, che durevoli periodi di siccità nelle aree più lontane da dove il fenomeno si verifica, oltre a numerose altre perturbazioni. I paesi poveri, soprattutto quelli che poggiano la loro sussistenza sull’agricoltura e la pesca, specie quelli lungo le coste del Pacifico, risultano sempre i più colpiti. El Niño, secondo alcuni studiosi del clima, riesce a produrre effetti anche su scala globale, modificando addirittura la circolazione generale dell’atmosfera in tutto il Pianeta.