11 febbraio 2007

Centinaia di persone tratte in salvo nel delta dello Zambezi

Almeno 300 persone sono state tratte in salvo nel delta dello Zambezi, dove la piena sta assumendo contorni preoccupanti ed estese aree coltivate sono state inondate. Per valutare la situazione nel terreno, il governatore della provincia di Manica, dopo aver visitato le aree inondate, ha tracciato un quadro drammatico della situazione, sollecitando l’Istituto Nazionale di Gestione delle Calamità (INGC) ad accelerare le operazioni di soccorso di coloro che si trovano ancore su alcune piccole isole del delta del fiume, che verranno trasferiti nel centro di accoglienza realizzato nella località di Campange. Frattanto, per evitare casi di meningite e di colera, equipe mediche sono giunte per visitare coloro che sono già stati portati in salvo. Alle persone assistite viene distribuita alimentazione e vengono consegnati indumenti. Altre persone sono state trasferite in famiglie che hanno accettato di accoglierle in attesa di realizzare nuovi centri di accoglienza. Le operazioni stanno continuando, pur se vi sono gruppi di pescatori che si rifiutano di lasciare le loro capanne che rischiano di essere sommerse dalle acque il cui livello sta progressivamente aumentando. Il rifiuto ad andarsene deriva dal dover lasciare gli utensili domestici, gli attrezzi da lavoro o gli animali da cortile: il governo provinciale infatti ha dato priorità alle sole persone, escludendo la possibilità che possano portare con sé attrezzi o animali. Informazioni provenienti dal governo della Provincia di Manica, indicano che almeno 2.000 persone sono state colpite dalla piena del fiume e sono andati persi 1.800 ettari di terreno coltivato.