16 giugno 2007

Tragedia africana: le emergenze dimenticate

Nel giorno del Bambino Africano e a due settimane dal G8, l’Unicef rivolge un appello ai paesi ricchi per aumentare l’aiuto finanziario in Africa.
"La mancanza di adeguati finanziamenti colpisce i paesi che sono ancora in piena guerra civile o che ne sono da poco usciti e si trovano in situazioni molto gravi, tali da richiedere una particolare attenzione” ha affermato l’Unicef in un comunicato emesso ieri nel quale viene espressa preoccupazione per l’attuale situazione africana. Le emergenze in Africa sono sottovalutate e non ricevono aiuti adeguati. Solo due paesi in situazione d’emergenza stanno raggiungendo gli obiettivi stabiliti dall’Unicef, mentre la maggior parte difficilmente potrà riuscirvi. Si tratta di cinque paesi con grandi difficoltà, che ricevono i finanziamenti più bassi dell’Africa: Angola (14%), Liberia (18%), Burundi (19%), Guinea (20%) e Eritrea (24%).
In Liberia sono stati disarmati oltre 40 mila bambini soldato ma non vi sono fondi per un loro reinserimento nella società civile. Occorrono risorse per l’istruzione: la maggior parte di loro ha perso anni di scuola a causa della guerra. In Burundi i tentativi di pace sono falliti. Il conflitto dura da otto anni ed ha condotto al reclutamento di bambini soldato. La denutrizione nella fascia d’età da 0 a 5 anni supera il 50% e solo la metà dei bambini in età scolare è in grado di frequentare. In Guinea un grande numero di persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case e ad installarsi nei campi profughi dove le risorse sono inesistenti. Conflitti vari continuano in Costa d’Avorio, Liberia e Sierra Leone. “I disastri naturali ricevono più finanziamenti che i paesi in stato di emergenza” afferma il comunicato dell’Unicef. “L’Eritrea è devastata da 5 anni di siccità e di raccolti perduti. Oltre due milioni di persone hanno necessità d’aiuto alimentare, inclusi 300 mila bambini. Anche in Etiopia la siccità ha impedito i raccolti e oltre 150 mila bambini sono denutriti”. L’Angola, nonostante sia un paese ricco in risorse naturali, risente degli anni di guerra civile ed ha la terza peggior percentuale di mortalità infantile del mondo: quasi un terzo dei bambini angolani sono denutriti e metà della popolazione non ha accesso all’acqua potabile”.
Nel giorno del Bambino Africano, l’Unicef, riconoscendo la decisione del recente G8 di cancellare il debito estero a 18 paesi africani. ha lanciato un appello ai paesi ricchi per aumentare il sostegno all’Africa, in particolare nei paesi in situazione di emergenza.