28 luglio 2007

L'Italia riscopre l'Africa

Il periodico mozambicano Savana intervista Massimo D’Alema

Dopo 14 anni, un ministro degli Esteri italiano ha visitato tre paesi dell’Africa Australe. Un segnale importante della cooperazione europea. Savana ha intervistato Massimo D’Alema che, durante la sua visita in Mozambico, si è incontrato con il suo omologo mozambicano ed ha visitato il progetto DREAM della Comunità di S.Egidio.

Che impressione ha ricevuto da questo viaggio in Africa Australe?
E’ stato molto utile, un viaggio che ha dato un forte segnale di rinnovato impegno dell’Italia per l’Africa. L’Africa non è solo un continente di contrasti e di problemi, come la povertà, le malattie e l’Aids, che esistono e che dobbiamo aiutare a risolvere. L’Africa è anche un continente che sta crescendo nello scenario internazionale e che può offrire grandi opportunità anche in un’ottica di cooperazione economica e di questo l’Unione Europea deve tenerne conto nell’elaborazione di un progetto comune di sviluppo, iniziando dal prossimo vertice Europa- Africa di Lisbona.

Perchè nel suo viaggio sono stati scelti tre paesi: Sudafrica, Mozambico e Repubblica Democratica del Congo?
La scelta, sebbene sia stata condizionata anche dal poco tempo disponibile, non è stata casuale. Il Sudafrica svolge una funzione importante di primo piano, sia dal punto di vista politico che economico. Il Mozambico è un paese con cui l’Italia ha un’antica relazione di amicizia e di partecipazione nello sviluppo e nel processo nazionale di pace mentre, per la prima volta nella storia, un ministro degli Esteri italiano visita il Congo, un paese che, dopo anni di conflitti, sembra incamminato sulla via della pace e sembrano aprirsi nuove possibilità di sviluppo, grazie alle grandi risorse che possiede. Questi tre paesi forniscono un “quadro” dell’Africa d’oggi, con le sue potenzialità, i suoi problemi non risolti e le sue prospettive future.

Perchè l’Italia non ha utilizzato la poptenzialità che aveva un tempo in Mozambico come piattaforma di interventi nell’Africa Australe?
La visita a Maputo ha rappresentato un evento di particolare importanza per le relazioni tra Mozambico e Italia, tenendo conto dei vincoli storici e di cooperazione tra i due paesi ed ha per obiettivo quello di sottolineare la nostra disponibilità ad ampliare e approfondire le relazioni bilaterali. Il Mozambico ha iniziato, dopo la fine della guerra civile, un percorso di crescita importante e l’Italia ha dato un contributo efficace allo sviluppo di questo paese. Durante gli ultimi 22 anni gli interventi della nostra cooperazione in Mozambico hanno abbracciato tutti i settori più importante del paese. I finanziamenti dell’Italia sono stati di circa 30 milioni di dollari all’anno. Nel 2003, il debito estero con l’Italia, di 530 milioni di dollari, è stato cancellato totalmente. Dal punto di vista economico le relazioni sono significative: in Mozambico l’associazione degli Impresari italiani possiede 120 imprese italiane e recentemente anche l’ENI ha deciso di intervenire.

In cosa consiste l’accordo di cooperazione culturale firmato a Maputo?
L’accordo prevede una serie di iniziative bilaterali importanti per intensificare i contatti italo mozambicani in ambito scientifico e artistico. Favorisce l’interscambio di docenti, ricercatori e studenti attraverso borse di studio. Promuove l’insegnamento delle rispettive lingue e letterature nelle scuole e nelle università ed incentiva le collaborazioni nei settori della musica, del teatro e del cinema.

Qual'è il sostegno che l’Italia da alla società civile per garantire trasparenza nei progetti di cooperazione, lotta contro la corruzione e diritti umani?
Noi desideriamo che il Mozambico continui a percorrere con successo la strada delle riforme del settore pubblico, in particolare quelle relative alla giustizia, la cui funzione è essenziale per lo sviluppo di un ambiente favorevole alla crescita del settore privato e degli investimenti stranieri. Per questo siamo disposti, in ambito Unione Europea, a fornire il nostro concreto sostegno alle autorità mozambicane. Ma quello che più importa è il dialogo politico che abbiamo iniziato e che permetterà lo sviluppo dei diritti umani e delle libertà fondamentali alle quali, sia l’Italia che il Mozambico, danno un’importanza prioritaria.

Quel’è la posizione dell’Italia circa la presenza di Rober Mugabe nel vertice Europa – Africa di Lisbona?
Il nostro paese appoggia pienamente la presidenza portoghese nell’Unione Europea. Questo vertice non può essere ulteriormente rimandato a causa della situazione interna dello Zimbabwe. Ritengo che i nostri amici portoghesi sapranno incontrare una soluzione saggia ed equilibrata. Soprattutto è necessario evitare ulteriori ritardi. L’ultimo vertice è stato nel 2000. Dobbiamo recuperare il tempo perduto.

Fonte: Savana