30 agosto 2007

In Mozambico è iniziata una “nuova era del crimine” affermano diversi analisti.

Alcuni analisti affermano che i fenomeni criminali registrati recentemente in Mozambico, quali l’uccisione di agenti di polizia, furto d’armi e assalto ad istituti bancari, costituiscono una “nuova fase della criminalità”. Dalla metà del 2006 ad oggi sono stati infatti assassinati 20 agenti di polizia ed assaliti numerosi istituti di credito, altre ad un considerevole aumento di furti di vetture e aggressioni alle persone. Questa nuova tipologia del crimine è diversa da quella che ha sempre colpito il Mozambico, ha affermato il sociologo Carlos Serra: “si tratta di un nuova modalità che si caratterizza per l’intensità e l’audacia delle azioni criminali. Questa nuova fisionomia rivela legami regionali ed internazionali oltre ad una grande capacità di mobilità nel territorio” aggiungendo che “il modo in cui vengono neutralizzati gli agenti di polizia, anche se indossano abiti civili, fa ritenere che i criminali abbiano accesso ad informazioni riservate. L’uccisione di agenti di polizia è un fenomeno completamente nuovo nella storia del crimine in Mozambico, così come è nuova la tipologia delle azioni”.
Carlos Serra, docente all’Università Edoardo Mondane nega inoltre l’esistenza di una relazione tra povertà, esclusione sociale e la nuova ondata di criminalità.
Per l’ex funzionario della Polizia di Investigazione Criminale (PIC), António Frangoulis, l’ondata di criminalità “dipende anche dall’incapacità delle autorità di polizia e degli stessi agenti ad intervenire in maniera efficace contro i criminali. Non vi è nessun fenomeno nuovo, ma solo una dimostrazione di forza; i criminali traggono vantaggio dall’incapacità delle forze di polizia” mentre il sociologo mozambicano João Colaço attribuisce l’ondata di criminalità “all’insoddisfazione di alcuni gruppi sociali con interessi in campo economico e che, a causa dei cambiamenti attuati dal nuovo governo, hanno perso i privilegi di un tempo. Questo aspetto deve essere oggetto di uno studio più approfondito”. João Colaço ritiene inoltre che la criminalità aumenterà in futuro di pari passo con il processo economico di integrazione regionale. “In futuro i gruppi criminali potrebbero crescere al punto di costituire una specie di Stato parallelo con capacità proprie di potere e repressione. L’uccisione di agenti di polizia dimostra una capacità d’azione notevole”.
Anche André Xavier, funzionario dell’Accademia della Polizia in Mozambico, afferma che “ci troviamo davanti ad una nuova fase nella storia criminale del nostro Paese caratterizzata da azioni criminali articolate ed organizzate dirette alle forze di sicurezza e ad obiettivi protetti. Sono gruppi che pianificano le azioni a tavolino e non le improvvisano. È da rilevare che i gruppi criminali che ultimamente abbiamo sgominato avevano degli stranieri tra loro provenienti dal Sudafrica o da altri paesi africani, come la Nigeria o la regione dei Grandi Laghi. Un altro particolare che abbiamo notato è il fenomeno dell’emulazione: alcuni attacchi alle nostre forze di polizia si sono verificati dopo fatti analoghi accaduti in Brasile e a cui i media hanno dato ampio risalto”. Secondo l’opinione di André Xavier, la prevenzione attraverso la presenza di un maggior numero di agenti di polizia, che sembra essere la strada intrapresa dalle autorità mozambicane, avrà risultati limitati se non sarà accompagnata da altre strategie ed è importante inoltre intensificare le azioni di polizia comunitaria e sensibilizzare i cittadini circa la denuncia di situazioni illegali. “La comunità conosce i propri componenti e sa chi sono coloro che si dedicano ad attività illegali, ma può intervenire soltanto se ha la garanzia di non subire rappresaglie mentre la polizia deve guadagnare la fiducia dei cittadini e caratterizzarsi da una maggior professionalità”.