16 settembre 2007

Africa unita contro l'analfabetismo

Si tiene in questi giorni a Bamako (Mali), organizzata dall'Unesco, la più importante conferenza regionale africana sull’alfabetizzazione dal 2000. L’Africa subsahariana riflette sulla lotta all’analfabetismo: il 40% degli adulti nel continente non sanno ancora leggere o scrivere.
Tre giorni dedicati al confronto di esperienze, testimonianze, proposte per combattere l’analfabetismo: ministri, rappresentanti della società civile, educatori, si sono incontrati a Bamako, in Mali, per identificare le politiche più efficaci per insegnare agli africani a leggere e a scrivere. Un ruolo chiave lo giocheranno le 13 first ladies africane invitate al convegno: gli organizzatori hanno ufficialmente chiesto il loro impegno e supporto nel riportare in patria il messaggio dell’importanza dell’alfabetizzazione, soprattutto per sensibilizzare la popolazione femminile.

Proprio le donne sono infatti le più colpite da questo problema: a livello mondiale un quinto degli adulti, circa 774 milioni di persone, è analfabeta; due terzi sono donne. Ma se le punte massime di analfabetismo si raggiungono nei paesi arabi, con il 44% della popolazione incapace di leggere e scrivere, nell'Africa subsahariana la situazione non migliora di molto: sono 150 milioni gli adulti analfabeti, poco meno del 40% della popolazione. Dati questi, diffusi pochissimi giorni fa dall’Unesco, in occasione della Giornata mondiale dell'alfabetizzazione 2007, che si è celebrata l’8 settembre proprio a Bamako.

La conferenza che si è aperta a Bamako, "Renewing Literacy to Face African and International Challenger” affronta anche il tema della salute legato all’alfabetizzazione: chi sa leggere e scrivere è più informato e sa prevenire alcune malattie, riesce più facilmente a trovare lavoro e a garantire una vita sana e serena ai propri figli. Uno degli obiettivi del convegno è inoltre quello di gettare le basi per una cooperazione sud - sud tra gli stessi paesi africani. Grande attenzione anche ai contenuti e ai riferimenti culturali tradizionali: idiomi ed espressioni tipiche devono essere tutelate. Alfabetizzare non significa infatti imparare l’inglese o il francese, ma prima di tutto essere in grado di esprimersi anche sulla carta nella lingua locale, anche per non perdere il proprio bagaglio, la propria identità e la propria dignità culturale.

Fonte: Nigrizia