08 settembre 2007

Sudafrica: il municipio della capitale non acquista da fornitori bianchi

Il municipio di Tshwane (il nome con cui è stata recentemente ribattezzata Pretoria), ha sospeso l’acquisto di prodotti e servizi erogati da fornitori bianchi, anche se i costi delle imprese gestite da negri, sono superiori. Secondo il quotidiano sudafricano “Beeld” un ordine di servizio emesso il 6 agosto dal municipio di Tshwane proibisce l’acquisto di merci o la fornitura di servizi inferiori a 30.000 rand da imprese i cui titolari sono di razza bianca. Il quotidiano menziona casi in cui alcuni prodotti sono stati pagati sino a 6.000 rand in più rispetto agli stessi forniti da impresari bianchi. Questa disparità verrebbe giustificata in base alla legislazione del Black Economic Empowerment (BEE), la quale ha per obiettivo il riequilibrio dell’economia attraverso meccanismi che beneficiano imprese ed impresari di razza negra. Tra le misure introdotte da questa legislazione vi è l’obbligo, per tutte le imprese, di avere almeno il 25% del capitale in possesso di sudafricani di razza negra. Inoltre le nuove assunzioni devono privilegiare i candidati negri (o indiani) piuttosto che i candidati bianchi con identiche qualifiche accademiche o professionali e gli organismi statali devono sempre privilegiare i fornitori non bianchi nei concorsi. “Con queste nuove regole verranno creati nuovi disequilibri” ha affermato il quotidiano mentre i partiti d’opposizione accusano la municipalità di Tshwane di “razzismo scandaloso”.