08 novembre 2008

Aumentano gli indici di povertà nella capitale mozambicana.

Una ricerca effettuata dall’istituto di ricerca norvegese Michelsen Institute (CMI), ha rilevato che il potere d’acquisto della popolazione ricca che risiede nella capitale mozambicana è aumentato del 28% mentre la popolazione a basso reddito ha visto un calo del potere d’acquisto del 13%, “L’attuale modello della politica economica minaccia la maggior parte delle persone mentre una piccola classe sociale vede aumentare il reddito” afferma la relazione.

In base a questo studio la capitale Maputo ha visto aumentare il tasso di povertà dal 47 al 53 per cento negli ultimi anni e nei quartieri periferici la disoccupazione, la criminalità e gli elevati costi dei generi alimentari impediscono alla classe povera di investire nell’educazione e nella sanità oltre che a migliorare il proprio stile di vita.
In un contesto in cui il denaro è parte integrante delle relazioni sociali, coloro che non hanno potere d’acquisto non hanno nessuno a cui ricorrere” afferma lo studio del Michelsen Institute aggiungendo che l’aumento della povertà e la disuguaglianza sociale stanno causando un impatto negativo: il grande numero di giovani diplomati ma disoccupati può infatti rappresentare un pericolo per la stabilità sociale.

L’economista mozambicano Prakash Ratilal considera che l’attuale modello economico rischia di creare una situazione in, nei prossimi dieci anni, vi sarà una piccola classe di impresari ricchi a capo di gruppi economici che continueranno ad accumulare ricchezze mentre la maggior parte della popolazione non avrà avuto nessun beneficio economico. Secondo Ratilal ciò avverrà perché il tasso di crescita della produzione di migliaia di piccole e medie imprese è sotto il livello medio di crescita nazionale. “L’attuale modello economico non genera impiego e mantiene elevata la dipendenza esterna del paese. I notevoli importi che giungono vengono utilizzati per grandi progetti, prevalentemente infrastrutture, certamente importanti, ma che generano poca mano d’opera”.

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