24 novembre 2008

Zimbabwe, addio

Cosa significa quando un Paese chiude il Parlamento per "mancanza di fondi"? E quando sono già stati chiusi ospedali e scuole perché non c'è acqua, energia elettrica, denaro per andare avanti? Non c'è acqua da bere perché mancano persino i fondi per comprare le materie prime chimiche per la potabilizzazione, spiega il Guardian.

Questo ed altro succede nello Zimbabwe, una Paese che sta precipitando nell'abisso ormai da un paio d'anni. E pensare che 10 anni fa riusciva a produrre tanto grano da sfamare tutta l'Africa: che ironia, vero? Certo, la colpa è di quel pazzoide di Mugabe, ma la popolazione comincia ad aver sempre meno paura di lui e dei banditi di cui si circonda.

Qualsiasi prodotto ha costi altissimi: medici ed infermieri non si recano al lavoro perché i trasporti sono troppo dispendiosi, manca il denaro per mettere benzina nelle ambulanze (la benzina è peraltro carente), le quali per questo non possono circolare; anche il servizio telefonico non funziona. Così Wikipedia. I cittadini contano sulle rimesse degli oltre 7 milioni di concittadini all'estero e su un fiorente mercato nero di merci che arrivano nonostante tutto nel Paese. Certo, con un'inflazione al "13,2 miliardi%" al mese non c'è poi troppo da sperperare.

Uno scenario alla Mad Max insomma, che lascerebbe presumere l'abbandono al saccheggio e alla violenza da parte della popolazione. Invece, no: gli abitanti della ex-Rhodesia devono aver un limite di tolleranza davvero molto alto. A quanto riferisce chi si trova da quelle parti, attendono tempi migliori senza sgozzarsi a vicenda. I sindacati riescono a mantenere l'unione tribale, consapevoli che qualsiasi violenza consentirebbe a Mugabe di esercitare la sua politica del "divide et impera" sulle diverse fazioni. Il Presidente, nel frattempo, non vuole ostacoli e rifiuta l'ingresso nel Paese a Carter, Kofi Annan e la moglie di Mandela.
Intanto il presidente uscente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha denunciato il ''regime illegale'' del presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, lanciando un appello affinche' possa essere istituito un nuovo governo che rappresenti il volere del popolo.

''Chiediamo la fine del regime di Mugabe'' che sopprime brutalmente la liberta' fondamentale dell'individio e ''auspichiamo la formazione di un governo legittimo che rappresenti la volonta' del popolo come gia' espresso dalle elezioni del marzo 2008'', ha affermato Bush in una nota mentre si trova a Lima per il vertice dell'Apec (Asia Pacifico).