24 gennaio 2011

Un bilancio della Chiesa in Mozambico nel 2010

La vitalità della Chiesa del Mozambico, senza tacere difficoltà e problemi che incontra nella sua vita quotidiana, sono stati rilevati durante l’ultima Assemblea plenaria dell’Episcopato tenutasi recentemente, che ha preso in esame i rapporti delle Diocesi e delle Commissioni Episcopali sul lavoro pastorale svolto nel corso del 2010. Nel comunicato finale della riunione intitolato “Ravviva il dono di Dio”, i Vescovi rilevano una partecipazione sempre più consapevole e attiva dei fedeli alle celebrazioni liturgiche, alla vita sacramentale, all’esercizio dei diversi ministeri laicali. 

Ne sono prova le migliaia di battesimi celebrati lungo l’anno in tutte le diocesi e l’aumento dei matrimoni cattolici. Anche l’attività catechistica è intensa e vivace, ed i frutti si vedono nella celebrazione dei battesimi, delle cresime, delle prime Comunioni. 

L’attività pastorale dei singoli Vescovi è stata caratterizzata principalmente dalle visite pastorali – molto sentite e vissute dalle comunità - caratterizzate soprattutto dalla catechesi impartita dal Vescovo e dalla celebrazione della Confermazione e in molti casi della Penitenza.
La formazione degli operatori pastorali - sia iniziale che permanente - è una attività dominante nella vita delle diocesi” prosegue il comunicato, evidenziando come alcune diocesi siano anche impegnate nella creazione dei tribunali ecclesiastici e altre stiano celebrando il Sinodo diocesano. Un segno di vitalità è dato anche dalla nascita di nuove parrocchie.
Tra questi segni di speranza non mancano comunque preoccupazioni e difficoltà: in primo luogo la carenza di operatori pastorali preparati ed impegnati per la prima evangelizzazione, che sarebbe ancora più difficile senza la presenza dei missionari, e la povertà della Chiesa, che si traduce nella manzanza di luoghi di culto e di altri mezzi di apostolato.

 
Guardando alla vita sociale, i vescovi del Mozambico sottolineano l’espandersi della rete scolastica, dei centri sanitari, della rete dell’energia elettrica, e l’impegno dello stato per migliorare le vie di comunicazione, la vita nelle città, i servizi pubblici… Tuttavia ci sono anche aspetti preoccupanti nel paese: alcune zone dominate dalla fame e dalla mancanza di acqua; il basso livello di qualità dell’insegnamento; la deforestazione; malattie come la malaria e l’Aids che nonostante i progressi continuano ad uccidere; l’abbandono delle coltivazioni dei prodotti di largo consumo a favore di quelle ad alto rendimento; il traffico di esseri umani e di organi, denunciato dalla Chiesa già nel 2004; il banditismo...

 
Nella conclusione del comunicato, rivolto a tutte le comunità cristiane ed a tutte le persone di buona volontà, i Vescovi affermano “preghiamo il Signore perché nessuno fallisca nella sua vita spirituale e nel suo impegno apostolico, nonostante tutte le difficoltà della vita e della missione di annunciare Gesù Cristo”.

(Agenzia Fides)