27 febbraio 2011

Maputo: gli ultimi giorni di Vila Algarve


 
Vila Algarve, l’edificio che nel periodo coloniale era sede della Pide, la polizia politica portoghese, diverrà la sede del Museo della Lotta per la Liberazione. L’annuncio è stato dato dal presidente della Repubblica, Armando Guebuza in occasione di una visita all’Associazione dei Combattenti della Lotta di Liberazione Nazionale. 
Situata in pieno centro di Maputo, in questo edificio di grande valore archittetonico costruito nel 1934 e ampliato nel 1950, vivono decine di persone senzatetto. Uomini, donne e bambini che si dividono lo spazio tra sporcizia e rovine, senza acqua e energia elettrica.

 “Io e la mia compagna viviamo qui dal 2000. Lo scorso anno qui è nata nostra figlia e qui sta crescendo. Non sappiamo dove andare” afferma Bento Macamo, uno dei residenti di Vila Algarve. “Quando la polizia non riesce a catturare i delinquenti, viene qui e porta noi in carcere. È una situazione che dura da anni” sostengono altri abitanti.

Dagli anni Sessanta sino all’indipendenza è stata la sede della polizia politica portoghese, la famigerata Pide. Centinaia di mozambicani sono scomparsi nelle celle sotterranee dell’edificio, torturati o uccisi anche solo per il sospetto di essere legati ai movimenti di liberazione. Dall’indipendenza ad oggi, Vila Algarve è rimasta disabitata, simbolo dell’infamia e della repressione, abitata solo da rifugiati della guerra, bambini di strada e persone senzatetto che, probabilmente, della Pide e di quanto avveniva in Vila Algarve, non hanno mai sentito parlare.