05 marzo 2011

Mozambico: il governo teme un'altra crisi alimentare

Esponenti del governo mozambicano hanno affermato che il Paese sarà colpito dalla crisi alimentare prevista a livello mondiale, a causa della sua dipendenza dalle importazioni di alimenti.
La Fao infatti, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione, prevede un rialzo dei prezzi degli alimenti per l’aumento del costo del petrolio e per le calamità naturali avvenute in paesi produttori di cereali, come l’Australia, il Brasile e la Russia.
Andiamo incontro alla scarsità di alimenti e al conseguente aumento dei prezzi a livello mondiale. Il Mozambico sarà nuovamente colpito da questa situazione, essendo un paese importatore e non produttore di alimenti” ha affermato Aiuba Cureneia, ministro della Pianificazione e dello Sviluppo.

 
Nel settembre del 2010 l’aumento del prezzo del grano e del riso è stato una delle principali cause delle proteste popolari in varie città mozambicane, che hanno provocato decine di vittime, centinaia di arresti e ingenti danni. Le autorità mozambicane temono ora il ritorno dei tumulti popolari. 
 
Il Mozambico importa in media 460 mila tonnellate all’anno di grano e 350 mila di riso, producendone solo 23 mila di grano e 25 mila di riso. 

 
Dei 20 milioni di abitanti che il Mozambico possiede, 15 milioni vivono dei prodotti della terra: un potenziale che potrebbe collocare il Mozambico tra i maggiori produttori agricoli mondiali o addirittura superarli, come nel caso degli Stati Uniti dove, nonostante solo il 4% della popolazione si dedichi all’agricoltura, vi è autosufficienza alimentare ed esportazione di eccedenti agricoli. Tuttavia la mancanza di mezzi tecnici adeguati e la mancanza di investimenti nel settore agricolo, non consentono ai contadini mozambicani di rendere produttivi e fertili i terreni in cui vivono. Le aree coltivate sono di piccole dimensioni, sufficienti solo per l’utilizzo familiare e non producono eccedenti agricoli.