29 maggio 2011

Non solo detenuti


Mentre in Italia si taglia anche la cooperazione internazionale, alcune Ong pazientemente lavorano nei Paesi in Via di Sviluppo: l’esempio di un progetto del MLAL in Mozambico.
Realizzare un progetto di reinserimento di ex-detenuti nella vita sociale. È ciò che sta facendo da alcuni anni il Mlal (Movimento Laici America Latina), un’Ong italiana a Nampula, in Monzambico. 

Il progetto africano sta interessando quasi 2 mila detenuti in tre strutture diverse: una di tipo Civile, una che accoglie le donne detenute e il Penitenziario regionale che ospita detenuti di quattro province della zona.

Per due anni questa Ong italiana dovrà coordinare il lavoro africano e mettere in relazione l’Amministrazione penitenziaria mozambicana con quella del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato regionale del Piemonte e Valle d’Aosta dell’Amministrazione penitenziaria visto che questi ultimi enti sono anche i partner italiani del progetto assieme all’UNICRI (United Nations Interregional Crime & Justice Research Institute).

Il progetto
Cosa fa di preciso il Mlal in Mozambico? “Siamo impegnati – dicono i responsabili del progetto – per il miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri, per la difesa dei diritti delle donne e dei minori carcerati e per il reinserimento sociale dei detenuti. In concreto i nostri progetti si stanno traducendo nel risanamento igienico e sanitario delle strutture carcerarie, nell’avvio di attività agricole (orti e allevamento del pollame) che migliorino la dieta alimentare dei detenuti, in corsi di alfabetizzazione e di formazione professionale e nella promozione di microimprese per il reinserimento lavorativo dei detenuti”.

L'ordinamento penale in vigore attualmente in Mozambico è quello che era in vigore nel 1930 in Portogallo, essendo questa nazione una sua colonia dove attualmente anche la lingua ufficiale di questa nazione africana è il portoghese. Il Mozambico, inoltre, ha una popolazione di venti milioni di abitanti di cui il 50% ha meno di 15 anni di età, e ci sono ben 23 etnie diverse.

Altro dato interessante è che il carcere in Mozambico esiste da 150 anni circa, mentre ogni struttura carceraria deve istituzionalmente mantenersi e sostentarsi autonomamente dallo Stato centrale, per cui tutte hanno un loro pezzo di orto.

Inoltre, in questo Paese africano le donne carcerate sono solo il 4% dell’intera popolazione carceraria, mentre le pene comminate non superano mai i 30 anni di reclusione (per omicidio) e, cosa ancor più singolare, è che qui non esiste l’ergastolo.

I reati commessi dai detenuti mozambicani sono, per la stragrande maggioranza, legati al patrimonio, quindi i furti vanno per la maggiore; altro reato commesso, legato molto spesso a gelosie e contese passionali soprattutto ad opera di donne, è l’incendio della casa del rivale in amore la cui pena è normalmente comminata in 20 anni di detenzione. Da poco tempo poi è stato aperto il primo carcere minorile che già contiene 159 persone.

Un vero ristorante
Il signor Cachote serve ai tavoli di un ristorante abbastanza particolare. È il ristorante O Prato Feliz (Il Piatto Felice) a Nampula, cittadina del Mozambico. 
Assieme a lui, che è un ex detenuto, lavorano anche Fernando, un giovane che si occupa della gestione generale del ristorante, e Genna donna mozambicana di origini indiane che, aiutata dalla mitica mamà Irene, fin dalle prime ora inizia a cucinare. 

Questo ristorante, dopo l’inaugurazione avvenuta nell’Aprile del 2010, è diventato il luogo per il reinserimento sociale degli ex detenuti grazie all’impegno del Mlal. Nel ristorante si possono gustare a prezzo modico i piatti tipici della zona del nord del Mozambico.
La preparazione dei piatti ha dei tempi molto più lunghi di quelli a cui si è abituati in Italia. La preparazione di un piatto a base di gallina, ad esempio, inizia con l’acquisto dell’animale vivo al mercato. E perciò il tempo di preparazione consta di tutte le fasi a partire dall’uccisione della gallina, allo spennamento, alla sua preparazione. 

Il ristorante è sempre luogo di incontri ed eventi diversi. Spesso compaiono i fiori sui tavoli, poesie appese qui e là e, il sabato sera, ospita ogni volta uno spettacolo diverso. Il cliente del ristorante può insomma gustarsi tranquillamente una birra gelata, mangiare qualcosa e assistere agli spettacoli, sempre gratuiti.
Insomma un po’ quella che era da noi il bocciodromo, struttura polivalente, per il popolo e fatto dal popolo.

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