10 giugno 2011

La ricchezza generata non migliora la vita

             

Le difficoltà a ridurre la povertà unite all’aumento dei prezzi del petrolio e degli alimenti, rischiano di generare agitazioni sociali in Mozambico: la ricchezza prodotta – avverte una recente relazione – non sta migliorando la vita della popolazione.

Nonostante il tasso di crescita, i disordini del settembre del 2010 e i recenti dati sulla povertà evidenziano il fragile rapporto tra sviluppo macroeconomico e condizioni di vita della maggior parte delle persone” ha riferito il Banco Africano di Sviluppo (BAD) nella relazione “Prospettive Economiche in Africa” presentata a Lisbona. 

L’economia mozambicana è cresciuta dell’ 8,1% nel 2010 e la percentuale di povertà è caduta dal 64,4% del 1997 al 55,2% del 2010. Troppo poco rispetto agli investimenti impeganti nei vari settori produttivi. Per il 2011 le previsioni di crescita sono del 7,7% e per il 2012 del 7,9%. L’economia mozambicana è centrata in mega progetti stranieri legati all’industria estrattiva, in gran parte esenti da tributi.

Non sembra che questo modello di sviluppo arrechi benefici alla popolazione per la difficoltà del governo di promuovere la produzione interna e i servizi legati a questi progetti” sottolinea la relazione.
Le previsioni del Banco Africano indicano che l’inflazione in Mozambico, elevata nel 2010, possa essere contenuta nel 2011 grazie ai sussidi governativi per il costo del trasporto e di alcuni generi alimentari oltre che al rafforzamento di produzione di alimenti.

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