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24 settembre 2011

Brescia per il Mozambico

Favorire lo sviluppo agricolo e la formazione professionale, promuovere i servizi di salute comunitaria e incentivare la produzione di biocombustibile: tutto in un unico programma, denominato «Brescia per il Mozambico» e realizzato dalla partnership fra cinque Ong bresciane, Medicus Mundi, Fondazione Tovini, Scaip onlus, Fondazione Sipec, Servizio Volontario Internazionale, insieme ai dipartimenti di Malattie Infettive e Tropicali e di Pediatria degli Spedali Civili di Brescia.

In un incontro nella sede di Medicus Mundi si è fatto il punto sullo stato dell'arte del progetto, centrato sulla provincia di Inhambane, una delle regioni più povere e arretrate del Mozambico, e partito nel 2008 con tre azioni pilota riguardanti la formazione dei formatori, la formazione di base in agricoltura e il rafforzamento dei servizi di salute comunitaria. Ora la seconda fase del programma, di durata triennale (2011-2013), punta a rafforzare il programma di intervento a favore delle comunità rurali di Mocodoene e Mongue, con azioni di più ampio impatto.


«DA FINE OTTOBRE arriverà un finanziamento dal Ministero degli esteri che ci permetterà di dare continuità al progetto e proseguire nelle azioni intraprese finora», spiega Anna Cristina Carvalho dell'Università di Brescia, che segue il settore sanitario del programma di sviluppo. Il peggioramento dello stato di salute della maggioranza della popolazione della provincia è preoccupante, ha ricordato Carvalho: le principali malattie infettive come la malaria, la tubercolosi e soprattutto l'Hiv/Aids sono in forte aumento. Si registrano elevati tassi di mortalità materna e di malnutrizione infantile, oltre a un incremento di malattie comuni come la diarrea e le infezioni respiratorie. C'è poi molta difficoltà di accesso ai servizi di salute di base. «Realizzare un progetto complesso come questo richiede una grande coordinazione, ma è anche un punto di forza perché un'azione integrata può avere un impatto maggiore sul territorio», sottolinea Bruno Comini, referente per Medicus Mundi del progetto. «Oggi, non a caso, si incominciano a vedere i risultati di una presenza pluriennale». 
MOLTI I PROSSIMI interventi da realizzare sul versante sanitario, fra cui la dotazione di attrezzature e materiali per i centri di salute in aree rurali, la formazione, prevenzione e assistenza in ambito di salute materno-infantile, il supporto alimentare e controllo nutrizionale per bambini malnutriti o sieropositivi, la formazione di infermieri locali e la prevenzione delle malattie infettive, oltre a incontri formativi sull'educazione sessuale e la prevenzione dell'Hiv.


Fonte: Brescia oggi