01 febbraio 2012

Cibo scadente ai bambini

Gli aiuti internazionali forniscono cibo scadente ai bambini

Il sistema degli aiuti alimentari internazionale continua a fornire ogni anno su larga scala cibo scadente a milioni di bambini malnutriti. Lo afferma un comunicato di Medici Senza Frontiere (MSF).

La maggior parte degli aiuti alimentari, compresi quelli verso paesi con alti tassi di malnutrizione, comprendono farine che non contengono i nutrienti vitali e le proteine di cui hanno bisogno i bambini per la loro crescita. Solo gli Stati Uniti ogni anno inviano ai Paesi in via di sviluppo circa 130.000 tonnellate di aiuti alimentari inadeguati” afferma l'associazione. 



La malnutrizione – una malattia prevenibile e curabile – colpisce 195 milioni di bambini in tutto il mondo ed è la causa nascosta di almeno un terzo degli otto milioni di decessi di bambini al di sotto dei 5 anni, la maggior parte dei quali nei paesi del Sud del mondo. I bambini al di sotto dei due anni sono i più vulnerabili e senza l’accesso a cibo altamente nutritivo necessario per la loro crescita e sviluppo – come il cibo terapeutico pronto all’uso ora disponibile – soffriranno di conseguenze debilitanti per tutta la vita. 

È stato provato al di là di ogni dubbio che assicurare aiuti alimentari adeguati ai bambini più piccoli e vulnerabili salva le loro vite, ma nonostante ciò il sistema globale degli aiuti alimentari non è ancora al passo con i rivoluzionari progressi fatti dalla scienza della nutrizione” – ha dichiarato il  presidente internazionale di MSF.
Molti Paesi, tra cui quelli europei, hanno risolto il problema della malnutrizione a casa propria adottando strategie che assicuravano l’accesso a cibi nutrienti per le persone più vulnerabili, ma stiamo ancora aspettando che applichino le stesse strategie quando si tratta di mandare aiuti alimentari agli altri Paesi”. 

 
I paesi europei sono tra i principali donatori di aiuti alimentari al mondo. Mentre alcuni Stati europei hanno provveduto individualmente a includere prodotti adeguati nel pacchetto di aiuti alimentari, la Commissione Europea è in ritardo, nonostante le ripetute promesse circa la necessità di garantire che i bisogni nutritivi dei bambini sotto i due anni di età siano soddisfatti. Inoltre le politiche degli aiuti alimentari della Commissione Europea sono incoerenti perché impongono ostacoli per l’ottenimento dei fondi per l’acquisto di prodotti adeguati che possano prevenire la malnutrizione, mentre spianano la strada a quei programmi finanziati dall’Europa che forniscono prodotti molto meno nutrienti ed efficaci. 

 
Alcuni attori chiave del sistema degli aiuti alimentari hanno iniziato a cambiare. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM), per esempio, utilizza alimenti supplementari che rispondono ai bisogni nutritivi dei bambini sotto i due anni come cardine della propria azione durante le emergenze umanitarie. Questi prodotti hanno giocato un ruolo chiave nel 2010 nella risposta alle crisi nutrizionali che hanno colpito il Niger, durante le inondazioni in Pakistan e il terremoto a Haiti. I Paesi donatori e le altre organizzazioni coinvolte hanno migliorato la qualità degli alimenti inviati in Somalia e Kenya per rispondere all’attuale crisi nutrizionale che ha colpito i due paesi. Ma a oggi, i bambini che vivono fuori da queste grandi emergenze continuano a ricevere prodotti dai principali donatori alimentari internazionali che non soddisfano i loro specifici bisogni nutrizionali. 

 
Nel 2008, un vertice internazionale di esperti organizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha esaminato il crescente volume delle evidenze scientifiche e ha concluso che gli standard nutrizionali degli aiuti alimentari dovevano essere migliorati. Ma tre anni dopo, l’OMS, a cui fanno riferimento i Ministeri della Salute dei Paesi in via di sviluppo per le politiche di orientamento, non ha ancora emesso linee guida ufficiali per garantire il miglioramento degli alimenti per i bambini malnutriti. “Le linee guida dell’OMS sono cruciali per incoraggiare i paesi donatori ad adottare standard migliori per gli aiuti alimentari e per i Paesi beneficiari per predisporre misure migliori per garantire che i loro bambini abbiano accesso ad alimenti di qualità” afferma MsF.  

 
Mentre esiste un consenso scientifico e politico sulla necessità di investire sui bambini al di sotto dei due anni d’età, la maggior parte degli aiuti alimentari non fornisce cibi adeguati ai bambini più piccoli. 

Fonte Unimondo