28 novembre 2012

Dieci chilometri all'ora


Ecco alcuni stralci di un colorato e simpatico racconto del viaggio su un treno passeggeri della ferrovia di Sena compiuto, tra agosto e settembre scorsi, dal padre severiano Fabio D'Agostina, superiore religioso di una decina di missionari che lavorano in Mozambico e riportato sul sito della congregazione. 

Partenza da Dondo alle ore 20 e sono alla stazione alle 19,45. Il treno arriva verso le 20,30 e alle 21 tenta la partenza; dico ‘tenta’, perché per tre volte avanza per 500 metri e poi torna indietro. La quarta volta è quella buona! Viaggio nell’unica carrozza di seconda classe; le altre sono di terza; la prima non esiste. Verso mezzanotte mi accorgo che il treno si ferma, sento che parlano di un’avaria molto seria. Non ci faccio tanto caso perché voglio dormire. 


Al mattino, verso le 6,15 guardo fuori dal finestrino e vedo la scritta della stazione: Mwanza. Dalle 21,15 della sera prima avevamo percorso appena 90 chilometri! Da Mwanza si riparte bene per un tratto; poi ci si ferma di nuovo e si riparte a stento con una velocità attorno ai 10 Km/h.  Chiedo informazioni al personale delle ferrovie, gentilmente mi spiegano che il forte rallentamento degli ultimi chilometri era dovuto al fatto che c’era un tratto in leggera salita e le rotaie erano bagnate di rugiada, motivo per il quale le ruote pattinavano, ma da Inhaminga non ci sarebbero più stati problemi. Rimango in treno sperando nella buona stella. Si riparte dopo le 11 e stavolta il treno va. Calcolo che raggiunga la velocità di 48 Km/h. Le stazioni non sono molte, ma in tutte ci si ferma almeno mezz'ora... Penso alla Tav e al nuovo treno Italo, di cui ho letto le prodezze su internet qualche giorno prima… Tranquilli, nonostante i contrattempi, mi resta sempre tempo per fare il missionario!”.


Mozambico: gara internazionale per progetto ferroviario e portuale

Il governo del Mozambico ha in programma di lanciare una gara internazionale per progetti ferroviari e portuali del valore di 2 miliardi di dollari, con l’obiettivo di risolvere problemi infrastrutturali e di logistica per favorire l’export di carbone. L’obiettivo è quello di realizzare una linea ferroviaria di oltre 500 chilometri dalla regione carbonifera di Tete, nella parte centro-occidentale del paese, sino alla provincia di Zambézia, che affaccia sul canale del Mozambico sull’Oceano Indiano, dove verrà costruito un porto in acque profonde, con una capacità di transitare almeno 20 milioni di tonnellate l’anno di carbone. 

Nel frattempo sono in via di completamento i lavori di ammodernamento della linea ferroviaria di Sena, da Moatize, nel Tete, al porto di Beira, sulla costa dell’Oceano Indiano nella parte centrale del paese. La capacità massima di trasporto del carbone per questa linea è di sei milioni e mezzo di tonnellate l’anno, che grazie alle migliorie potranno giungere fino a 12 milioni. Secondo il presidente della Portos e Caminhos de Ferro de Moçambique (CFM) i vari progetti legati al trasporto del carbone, dal punto di vista ferroviario e portuale, avranno alla fine un costo di 12 miliardi di dollari e dovrebbero essere completati in un arco di tempo di 5 anni.