06 marzo 2013

Sostegno a distanza: rivedere la legge sulla cooperazione

La cooperazione allo sviluppo non è più solo quella dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo. Esistono altre forme di sostegno alle popolazioni in difficoltà: il sostegno a distanza (adozioni a distanza), il commercio equo e solidale, il micro-credito e molti altri modi che danno vita ad un rinnovato concetto di cooperazione. 
Questo è stato il tema centrale del XIV Forum del Sostegno a Distanza (Forum Sad) svoltosi a Napoli nei giorni scorsi, in collaborazione con la provincia di Napoli e il ministero per le Politiche sociali.


L'economista Stefano Zamagni ha criticato la cooperazione allo sviluppo intesa come politica estera del Governo italiano ed ha proposto il Sad come "prototipo" di una autentica cooperazione. Ecco alcune delle affermazioni di Zamagni, estratte dal suo intervento al convegno del Forum Sad di Napoli.
 "La cooperazione allo sviluppo non può più essere considerata uno strumento di politica estera gestita dal Mae. Il prossimo Governo riconfermi un ministero dedicato alla vooperazione ma gli dia le risorse necessarie. E la cooperazione guardi al SAD come modello a cui ispirarsi nate negli anni Sessanta, e più o meno tutti i Paesi hanno preso l’impegno di destinare una quota parte di risorse destinate allo sviluppo dei paesi più poveri. L’Italia tanti anni fa si era impegnata a destinare lo 0,7% del suo Pil, ma non è mai stato raggiunto. Meglio non dire quanto l’Italia destina oggi, perché c’è da vergognarsi. Vi èanche un altro aspetto: la cooperazione per lo sviluppo è affidata a un dipartimento del ministero degli Esteri ma questo non va bene. 
Considerare la cooperazione allo sviluppo come strumento per fare politica estera, significa in cambio degli aiuti, aspettarsi che il Paese ricevente ci gratifichi, per esempio acquistando beni, una contraddizione se sono fondi destinati alla solidarietà"

" Il Sad si propone di contrastare con i fatti, non con le parole, questo modo di intendere la solidarietà internazionale. Non scambio ma gratuità, e Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di diffondere la cultura del dono come gratuità. Che non vuol dire che questo non generi effetti positivi anche per il paese Italia, ma non lo condiziona, non scattano meccanismi più o meno velati di ricatto. Per questo dobbiamo affrettare i tempi per far sì che le politiche per la cooperazione non  facciano parte del MAE ma di un Ministero apposito, che abbia però le risorse adeguate. Il Sad è il prototipo, in piccolo, per indicare la via che deve seguire chi si vuole occupare seriamente di cooperazione allo sviluppo".

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Presente anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il quale ha affermato che: «La cooperazione ha un grande valore, ci dice che si può intendere in modo diverso l’economia sociale e che qualcosa di buono può essere fatto anche con poche risorse. 
Napoli è una città con tante diversità, e quelle diversità ci arricchiscono. Come segnale positivo di accoglienza nei confronti degli immigrati, la nostra città ha varato, in attesa della legge nazionale, la carta di cittadinanza e ha dato la cittadinanza ai figli dei migranti presenti da noi». 


Vicenzo Curatola, presidente del Forum Sad, ha affermato che «Il sostegno a distanza è uno strumento strategico per la cooperazione tra i popoli poco diffuso, soprattutto al Sud, e non riconosciuto dalla legge nazionale che risale a 30 anni fa. Dopo avere lanciato un appello in campagna elettorale, cui hanno aderito tantissime organizzazioni, oggi siamo qui anche per chiedere al nuovo governo di rivedere la legge sulla cooperazione internazionale». 


I DATI -  Nel 2012 sono state circa 1,5 milioni le persone “solidali” nel nostro Paese, con un decremento del 20% rispetto all’ anno precedente. Attraverso il sostegno a distanza, queste persone destinano ai più bisognosi circa 350 euro all’anno; arrivando complessivamente a una cifra annua di 500 milioni di donazioni private. I paesi in cui vengono devoluti più soldi sono: Africa (42%), Asia (24%), America Latina (21%). Il 95% dei soggetti che decidono di ricorrere a questo strumento – in cui rientrano varie forme di sostegno e la stessa adozione a distanza – sono rappresentati da privati, ma è in crescita il numero di scuole, gruppi, associazioni, aziende, istituzioni sensibili al tema. In prevalenza gli aiuti arrivano dalle regioni del Nord, in particolare dalla Lombardia e Lazio, meno dal Sud.