25 novembre 2013

L'Africa si prepara alla crescita

Nel 2050 un uomo su 4 sarà africano. Il boom demografico trascinerà il continente, che, a quella data, vedrà nella top ten degli Stati più "giovani" del mondo 10 Stati africani con un'età media che va dai 17 ai 22 anni contro gli oltre 29 della popolazione mondiale. Il numero di africani, se si riveleranno valide le attuali proiezioni demografiche, dovrebbe più che raddoppiare nei prossimi 40 anni, arrivando a 2,4 miliardi di persone dall'attuale 1,1 miliardi.  Lo dice l'ultimo World population prospect delle Nazioni Unite, secondo cui, nel 2050, il terzo Stato più popoloso del mondo sarà la Nigeria, che avrà scavalcato gli Usa, mentre l'Etiopia avrà 188 milioni di abitanti. Congo, Tanzania ed Egitto avranno insieme oltre 400 milioni di abitanti.


Ma cosa comporterà tutto questo? Quali conseguenze ci saranno per l'economia del continente e quali opportunità per chi guarda all'Africa come un luogo dove investire nel medio termine? Oggi non si parla più di "continente perduto" come si diceva anni fa: il Pil, pur partendo da livelli assai bassi, continua a salire. Quello dell'Africa Sub sahariana, secondo il Fmi, è cresciuto nel 2012 del 5,1%, salirà quest'anno del 5,4 e l'anno prossimo del 5,7 per cento. Etiopia, Mozambico, Tanzania, Congo, Zambia, Nigeria e Ghana dovrebbero rientrare, nei prossimi 5 anni, tra le economia con la crescita più forte al mondo.

Il boom demografico e l'aumento del Pil dovrebbero comportare un ampliamento della classe media: l'argomento è stato al centro, qualche giorno fa, nel Congo Brazzaville, del Forum Forbes Afrique 2013. Vi ha partecipato anche il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, che nella sua relazione ha tracciato un identikit della classe media (uno studio McKinsey la definisce come coloro che guadagnano almeno 20mila ero l'anno) e ha ricordato come, in base ai dati della Banca mondiale e dell'African development Bank, il numero degli africani appartenenti alla classe media sia di 350 milioni.