10 novembre 2013

Mozambico: appello dei vescovi per la pace

L’immediata cessazione delle ostilità e la riapertura del dialogo”. 
E’ l’accorato appello lanciato dai vescovi del Mozambico, preoccupati dal riaccendersi delle ostilità nel Paese dopo il ritorno alle armi degli ex ribelli della Renamo, che a ottobre hanno denunciato gli Accordi di Pace del 1992. Anche se finora le azioni militari sono rimaste confinate nella provincia centrale di Sofala, cresce nel Paese e in quelli vicini il timore di una estensione del conflitto. In un comunicato diffuso da Matola, dove sono riuniti per la loro Assemblea plenaria, i vescovi esprimono la loro solidarietà con il popolo mozambicano che, affermano “chiede la pace e il rispetto della vita”. 
Gli eventi delle ultime settimane mostrano che si è scelto di risolvere le divergenze con la forza delle armi”, ma, sottolinea con forza il comunicato, “nessuno può sentirsi legittimato dal popolo a difendere con le armi gli interessi di gruppi o persone”. 

Di qui l’appello a tutti i cittadini a non farsi trascinare dal clima di crescente violenza nel Paese: “Cerchiamo di essere tutti operatori di pace che lavorano per istituzioni rispettabili e rispettate”. I presuli si rivolgono poi, ai leader del partito al potere e degli ex ribelli della Renamo, al Presidente della Repubblica e al Comandante delle Forze Armate perché facciano il possibile per fermare gli scontri e per “creare le condizioni per un dialogo coraggioso e concludente”. 
Un appello, infine, alla comunità internazionale, segnatamente ai rappresentanti diplomatici e alle aziende straniere presenti nel Paese, perché contribuiscano alla pacificazione, senza la quale – affermano - non può esserci sviluppo. Da parte loro, i vescovi si dicono pronti a fare la loro parte per trovare una soluzione al conflitto. 

La fragile stabilità politica raggiunta con gli accordi di pace siglati a Roma nel 1992, dopo 16 anni di guerra civile, ha permesso in questi due decenni un modesto miglioramento degli standard socio-economici del Mozambico, grazie agli investimenti stranieri nel settore minerario e petrolifero. Tuttavia, di tali progressi ha beneficiato solo una piccola parte della popolazione. Sui 187 Paesi nella classifica dell’Indice di sviluppo umano, nel 2011 il Mozambico risultava ancora al terz’ultimo posto.

Fonte: radiovaticana/news