11 settembre 2014

Un accordo storico

Il 5 settembre scorso il Presidente del Mozambico Armando Guebuza ed il leader della RENAMO, Alfonso Dhlakama, hanno siglato un'intesa per porre fine alle violenze che insanguinano da anni il paese africano.
Una svolta che ha visto l'Italia svolgere un fondamentale ruolo di mediazione, culminato con la visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi avvenuta lo scorso luglio ed il lavoro sul campo del Viceministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Il nostro paese non è nuovo ad iniziative di pace in Mozambico, basti ricordare il ruolo svolto dalla Farnesina e della Comunità di Sant'Egidio nella pace siglata nel 1992 che ha messo fine a vent'anni di guerra civile costata la vita ad oltre un milione di persone.

Importantissimi anche i rapporti commerciali tra l'Italia e l'ex colonia portoghese, culminati con un investimento da 50 miliardi di dollari in 6 anni per lo sfruttamento di giacimenti di gas off-shore di cui il paese è ricco. Grazie al lavoro dei tecnici dell'ENI infatti, sono state scoperte riserve di gas naturale per oltre 2400 miliardi di metri cubi, che collocano il Mozambico tra i primi 4 paesi produttori di gas al mondo. Un'operazione che in prospettiva dovrebbe portare l'Italia a differenziare ulteriormente i propri approvvigionamenti, al momento troppo dipendenti dalle forniture dei gasdotti russi e algerini.

Oltre alle operazioni di carattere energetico, l'attivismo italiano in Mozambico riguarda anche la costruzione di infrastrutture carenti in tutto il paese, retaggio del periodo coloniale e della guerra civile. Secondo gli esperti, con la presenza di vie di comunicazione e trasporto adeguate, potrebbero essere sfruttate al meglio le coltivazioni di frutta e verdura presenti sugli altopiani situati nelle regioni interne, mentre la fascia costiera e i suoi arcipelaghi potrebbero vedere aumentare gli afflussi turistici, contribuendo in maniera consistente all'incremento del prodotto interno lordo.
D'altronde la Banca Mondiale e le Nazioni Unite prevedono livelli di crescita per i paesi africani all'incirca del 4% l'anno, con picchi di oltre il 7% in alcuni stati particolarmente virtuosi, tra i quali proprio il Mozambico. Nonostante le enormi potenzialità l'ex colonia resta un paese estremamente povero, con oltre la metà della popolazione costretta a sopravvivere con espedienti di ogni tipo.

Per questo, archiviata la stagione della guerra civile, la vera sfida sarà quella di garantire opportunità di crescita alla massa dei diseredati. Un nuovo corso dunque che avrà nell’Italia un partner affidabile ed inevitabilmente interessato.