24 ottobre 2014

Elezioni in Mozambico: in corso lo spoglio delle schede

Il Mozambico è il nono stato africano ad aver affrontato le elezioni generali nel 2014. Lo scorso 15 ottobre, circa 11 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne per prendere parte al rinnovo delle cariche istituzionali della presidenza della repubblica, parlamento e governi delle province. A rendere possibile l’appuntamento elettorale è stato l’accordo per il cessate il fuoco firmato il 5 settembre tra il presidente della Repubblica Armando Guebuza (Frelimo) e il leader del maggior partito d’opposizione Afonso Dhlakama (Renamo), che da oltre un anno aveva ripreso la via della clandestinità e della lotta armata.

Gli osservatori internazionali hanno qualificato le elezioni come ‘giuste, libere e trasparenti’ ma alcuni gruppi di osservatori locali non condividono questa valutazione” hanno detto all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale dal Mozambico. I dati ancora parziali danno in testa il partito Frelimo, che detiene il potere dall’indipendenza.
Si tenga presente che il Mozambico è un Paese vasto. Se nella capitale e nei principali centri urbani erano presenti osservatori elettorali, che hanno in effetti certificato la correttezza delle elezioni, nei centri rurali, dove gli osservatori non erano presenti, le cose si sono svolte in modo diverso, come hanno potuto constatare anche alcuni missionari” dicono le fonti locali.
I due partiti dell’opposizione hanno affermato di non accettare i risultati. Il leader della Renamo Afonso Dhlakama, ha lanciato la proposta di un governo di unità nazionale. Gli ex guerriglieri della appaiono infatti in testa a Nampula e Beira, le due principali città del Mozambico dopo la capitale, Maputo

Secondo le fonti di Fides, “su 11 milioni di iscritti alle liste elettorali, circa la metà è andata a votare. Appare quindi difficile concordare con i giornali locali che parlano di ‘massiccia partecipazione’ alle elezioni ma è comunque sicuramente positivo il fatto che, a parte qualche incidente al nord, le elezioni si siano tenute in un clima pacifico. Speriamo che la fase post elettorale sia altrettanto pacifica”.


L’elezione con maggiore interesse ha riguardato la presidenza della repubblica, con i tre maggiori candidati.


Filipe Nyusi
Esponente del Frelimo, ministro della Difesa in carica, la sua candidatura è stata ratificata nel Marzo del 2014 con la vittoria delle primarie del partito, ottenendo il 68% delle preferenze, contro l’ex primo ministro Luisa Diogo. L’ampio margine della vittoria, più che dalle doti carismatiche di Nyusi, è da rintracciare nella sua vicinanza al presidente Guebuza.


Afonso Dhlakama
Leader storico della Renamo, l’ex guerrigliero ha preso parte a tutte le competizioni elettorali dal 1992 ad oggi. La popolarità di Dhlakama è stato uno dei punti salienti della campagna elettorale della Renamo, contro un Nyusi poco noto in molte parti della nazione, la cui candidatura è sembrata essere calata dall’alto.


  
Daviz Simango
Dal 2003 sindaco di Beira (seconda città del Mozambico), è stato espulso dalla Renamo nel 2008, per divergenze mai rese note. Nel 2009 assieme ad alcuni fuoriusciti di altri partiti politici ha fondato il Movimento Democrático de Moçambique (MDM), con il quale Simango ha vinto un secondo mandato come sindaco di Beira e ottenuto un rilevante 8,59% (340.579 voti), alle elezioni presidenziali dello stesso anno.

Con un’affluenza annunciata attorno al 50% (nel 2009 si era arrivati al 44%), i primi risultati ufficiali non raccontano sorprese eclatanti. Con 5.720 stazioni scrutinate su 17.010 (il 33,63% del totale) Nyusi, in linea con le proiezioni degli ultimi giorni degli osservatori stranieri, appare in forte vantaggio, e il divario dagli altri candidati incolmabile. Ecco i risultati parziali:
Filipe Nyusi (Frelimo) – 1.051.921 (61,67%)
Afonso Dhlakama (Renamo) – 526.984 (30,89%)
Daviz Simango (MDM) – 126.877 (7,44%)
I risultati definitivi saranno annunciati alla fine del mese.

I rapporti tra Frelimo e Renamo, che tra il 1977 e il 1992 hanno combattuto una guerra civile costata la vita a un milione di persone, restano tesi. Il conflitto è esploso nuovamente nell’ottobre del 2012, quando il leader della Renamo, Afonso Dhlakama, si è ritirato nelle montagne di Gorongosa con un gruppo di militanti dopo aver accusato il governo di aver violato i termini degli accordi di pace firmati a Roma nel 1992 e di concentrare il potere nelle mani del Frelimo. Il 5 settembre 2014 Dhlakama ha firmato un accordo di pace con il presidente Armando Guebuza, che ha spianato la strada alle elezioni del 15 ottobre.