21 settembre 2015

Mozambico: liberi dalle mine !

Il Mozambico è libero dalle mine. Il governo di Maputo ha annunciato la fine delle operazioni di bonifica degli ordigni disseminati nel Paese sia durante la guerra di indipendenza dal Portogallo, sia durante la successiva guerra civile conclusasi nel 1992. Lo sminamento è iniziato all'indomani della fine del conflitto civile, nel 1993, ed è stato portato avanti dalle Nazioni Unite e dall'organizzazione HALO Trust.

Il fumo preceduto da un lampo assordante. Un’esplosione secca, seguita per una volta da grida di gioia. Perché era l’ultima: il Mozambico è un Paese «libero dalle mine», come ha affermato Oldemiro Baloi, il ministro degli Esteri e della Cooperazione di Maputo, nel corso di una festosa cerimonia. «Ora siamo affrancati dalla paura». Una paura che per decenni ha condizionato la vita del Paese dell’Africa australe, tormentato prima dalla guerriglia anti coloniale (1964-1974) contro i portoghesi e poi da una sanguinosa guerra civile (1981-1992), conflitti che hanno lasciato una pesantissima eredità: centinaia di migliaia di mine anti-uomo e anti-carro.

Secondo Halo Trust, la «charity» britannica che ha realizzato questa gigantesca operazione, dal 2008 a o oggi sono stati eliminati oltre 214mila mine che hanno provocato oltre 29mila vittime dalla fine del conflitto civile. «In molti pensavano che ci sarebbero voluti centinaia di anni per sminare l’intero Paese, ha detto Albert Augusto, direttore dell’Istituto nazionale per lo sminamento del Mozambico. Siamo riusciti a farlo in meno di trent’anni. L’elemento cruciale è stato l’impegno del governo portato a termine distretto dopo distretto, e alla generosità dei donatori».
Ci sono voluti 285 milioni di dollari per liberare 1.118 campi minati. I quattro quinti di questo lavoro è rivendicato da Halo: «Abbiamo aiutato il Mozambico a riprendere una vita civile, a sfruttare le proprie risorse naturali, ad attrarre investimenti esteri», fa sapere la charity britannica. Soprattutto, eliminare la concreta possibilità di saltare per aria semplicemente spostandosi da un luogo all’altro ha consentito alle varie comunità di villaggio di coltivare o pascolare il bestiame. 



Il Mozambico è stato per lungo tempo considerato il Paese al mondo più a rischio a causa delle mine. Le due fazioni rivali, Renamo e Frelimo, per anni hanno cercato di infliggersi il maggior numero di vittime possibile, anche a danno dei civili. Tutto questo ha portato a un conto spaventoso: un milione di morti, migliaia di feriti, un territorio devastato dove trovavano la morte non soltanto gli abitanti dei villaggi ma anche la fauna locale, oggi al centro di un vasto programma di popolamento nei parchi nazionali. Nel frattempo, il Mozambico, uno dei Paesi più poveri del mondo, ha potuto ricostruire le infrastrutture e la sua economia (oggi viaggia a un ritmo che sfiora l’8 per cento).  
Il lavoro di bonifica è stato particolarmente lungo, ma era fondamentale per riportare la sicurezza nel Paese e restituire ai contadini terre fertili in precedenza abbandonate.