13 settembre 2016

Ritorno a scuola


E' iniziato un nuovo anno scolastico. Molti alunni vivranno, oltre all’emozione del primo giorno di scuola, un cammino che dovrebbe garantire la possibilità di uno sviluppo e un mondo di conoscenze da scoprire. Bambini e genitori affolleranno cartolerie e centri commerciali per acquistare zainetti colorati, nuovi corredi di matite, penne e quaderni.
Ma per la maggior parte dei bambini che vivono in Africa la realtà è diversa. Non hanno lo scuolabus oppure i genitori che li accompagnano in macchina, ma devono fare chilometri a piedi per raggiungere la scuola che, spesso, è una scuola solo di nome: le aule sono all’aperto e chi ha la fortuna di essere al coperto deve sedersi sopra un sasso o portare una sedia da casa.

Niente zainetti colorati ma buste di plastica, quelle che noi usiamo al supermercato, con un quaderno sgualcito e una matita consumata. E sono fortunati rispetto ai molti che sono costretti a rinunciare alla scuola. Perché ancora oggi la realtà che deve affrontare un bambino in molti paesi africani è una strada tutta in salita e continuamente costellata di difficoltà.

Ecco alcune immagini di scuole primarie in Mozambico, immagini comuni alla maggior parte dei Paesi africani.


Aula della scuola primaria di Chamba

Al momento dell'indipendenza dal Portogallo, nel 1975, il Mozambico ha ereditato un sistema scolastico carente: l'educazione coloniale era stata marcata da barriere razziali e l'accesso all'educazione era negato a gran parte della popolazione. Gli analfabeti erano oltre il 90% della popolazione. Nel 1973 gli studenti africani all'università erano solamente 40 su una popolazione totale di 9 milioni. 

Scuola primaria di Boane

Le autorità coloniali vedevano infatti con diffidenza la loro scolarizzazione, perché ciò avrebbe potuto far sorgere fermenti di rivolta ed era inoltre considerato pericoloso fornire agli indigeni delle qualifiche tali da porli in concorrenza con gli europei.

Scuola primaria di Matola

Nel 1981, a pochi anni dall'indipendenza, venne avviata la riforma del Sistema Nazionale dell’Educazione, legata alle prospettive di sviluppo socio-economico elaborate dal nuovo governo. La riforma prevedeva l’introduzione graduale della scolarizzazione obbligatoria, dava priorità all’insegnamento tecnico e all’alfabetizzazione degli adulti.  

Scuola primaria di Manga

La riforma fallì a causa della guerra civile iniziata nel 1983 e terminata nel 1992. Furono chiuse o distrutte oltre 2.180 scuole (il 70% della rete scolastica). Solo dopo la firma dell’accordo di pace, avvenuta nel 1992, iniziò il processo di ricostruzione delle infrastrutture sociali distrutte. 

Scuola primaria di Malhampsene

Attualmente il sistema educativo primario si divide in istruzione di 1°grado (6-10 anni), di 2°grado (11-12 anni) e istruzione secondaria, a sua volta distinta in istruzione superiore generale di 1°grado (13-15 anni) e di 2°grado (16-17 anni), e istruzione tecnico-professionale (con indirizzi agrario, commerciale e industriale, e minieario). Tuttavia, nonostante l’educazione sia obbligatoria, oggi in Mozambico circa la metà dei bambini non frequenta ancora la scuola.

Scuola primaria di Boquisso

Lo scarso accesso all'istruzione è principalmente dovuto, oltre all'insufficiente numero di scuole, all'impossibilità delle famiglie di sostenere i costi per l'istruzione, alla necessità per molti bambini di lavorare per guadagnarsi da vivere, ai matrimoni precoci (che impediscono alle bambine di continuare gli studi) e alla grande distanza tra l'abitazione  e la scuola.

Alunni della scuola di Machumbutane

Nonostante i progressi degli ultimi anni, le bambine continuano ad essere discriminate, in particolare nelle zone rurali dove le tradizioni sono ancora molto forti. Un ulteriore problema è rappresentato dalla non conoscenza della lingua ufficiale (il portoghese) nelle zone rurali.

Alunni della scuola di Ngolhosa

Andare a scuola non significa "soltanto" imparare a leggere e scrivere. L'accesso all'istruzione di base innesta difatti un circolo virtuoso che produce i suoi effetti di generazione in generazione.
È infatti provato che l'istruzione aumenta le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e con essa la possibilità di avere un reddito migliore rispetto a quello delle persone non scolarizzate.

 
Aula della scuola di Macurungo

Le bambine e le ragazze che frequentano la scuola hanno più probabilità di raggiungere l'autosufficienza economica da adulte e sanno difendere i propri diritti, nel lavoro e in famiglia. Le statistiche dimostrano inoltre che hanno meno gravidanze e sanno nutrire e prendersi cura dei figli in modo più equilibrato.

 
Alunni della scuola di Dondo
Gli adulti che da bambini hanno ricevuto l'istruzione di base hanno maggiore predisposizione a mandare i figli a scuola. L'esperienza della scuola avvalora infatti nei genitori l'importanza dell'istruzione per i propri figli e soprattutto per le bambine. Investire nell’istruzione dei bambini di oggi significa occuparsi dello sviluppo dei bambini di domani.




Scuola primaria di Salinha

Gli insegnanti sono insufficienti e impreparati. Molti insegnano in due turni con classi che raggiungono anche i 70 alunni. Percepiscono stipendi non rapportati al costo della vita e spesso vengono trasferiti in località rurali senza la possibilità di portare con sé la famiglia. 

Abitazione dell'insegnante della scuola di Salinha

L’epidemia dell’Aids in Mozambico sta colpendo anche il settore educativo causando cambiamenti demografici, sociali ed economici che si manifestano nella riduzione di nuove iscrizioni scolastiche, negli abbandoni, nella percentuale di alunni ripetenti e nell’elevato numero di orfani. 


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