22 novembre 2016

Scuole chiuse in Mozambico


Nelle province di Sofala, Manica e Tete, dove la tensione politico militare è elevata, sono state chiuse 53 scuole a causa del conflitto che ha come protagonisti la Renamo e il Frelimo.
In queste provincie oltre 12mila alunni non potranno probabilmente sostenere gli esami di fine anno scolastico che iniziano nei prossimi giorni. Ad aggravare la situazione, un ciclone ha recentemente distrutto 4 edifici scolastici nella città di Chimoio, capoluogo della provincia di Manica.
Una delegazione di genitori, i cui figli hanno perso molti giorni di scuola a causa del conflitto in corso, si sono rivolti al ministero dell’Educazione affinché intervenga per risolvere la questione. “A nome di molti genitori i cui figli si trovano in questa situazione,  invochiamo la pace e siamo preoccupati per il futuro dei nostri figli”.
Responsabili delle direzioni provinciali del ministero dell’Educazione affermano che è in atto un piano per trasferire gli alunni che vivono in zone dove il conflitto armato è più forte, in altre scuola in cui possano sostenere gli esami e continuare lo studio. 


È diventato anche pericoloso percorrere le principali vie di comunicazione del centro nord del Mozambico, nonostante la presenza della scorta militare ai veicoli: spesso gli appartenenti alla Renamo attaccano le colonne di veicoli e viaggiare isolati è un rischio da non correre. Un tragitto che, in tempi normali, si impiegava una giornata a percorrere, ora occorrono 2-3 giorni. Per compiere un tragitto che, in tempi normali, si impiegava una giornata, ora occorrono 2-3 giorni. Molte imprese di trasporto merci e passeggeri, hanno dovuto fermarsi dopo la distruzione ai loro veicoli.  

Da mesi sono in corso trattative tra il governo e l’opposizione. Intanto interi villaggi si svuotano: sono ormai migliaia coloro che si sono rifugiati in Malawi dove il locale governo ha allestito dei campi profughi. Oltre alla chiusura delle scuole, molti commercianti hanno chiuso i loro locali, diversi dei quali sono stati distrutti e saccheggiati.Intanto interi villaggi si svuotano: sono ormai migliaia coloro che si sono rifugiati in Malawi dove il locale governo ha allestito dei campi profughi. Oltre alla chiusura delle scuole, molti commercianti hanno chiuso i loro locali, diversi dei quali sono stati distrutti e saccheggiati.