31 marzo 2017

Giornata Mondiale dell’Acqua 2017


Sono oltre 867 milioni le persone nel mondo senza acqua potabile in casa, costrette a trascorrere ore in coda o in cammino per raggiungere una sorgente di acqua non contaminata e 2,4 miliardi di persone in tutto il mondo, secondo i dati di WaterAid, non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati. A causa della mancanza di acqua potabile e di servizi igienici, circa 315 mila bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno di malattie a causa dell’acqua contaminata e delle scarse misure igienico-sanitarie.
Ecco perché è importante ricordare la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), ideata dalle Nazioni Unite nel 1992 e indetta per la prima volta nel 1993.
A partire dal 1997, ogni tre anni il World Water Council, l’organismo non governativo internazionale fondato nel 1996 come piattaforma degli organismi internazionali e specialisti nel settore dell’acqua, convoca un World Water Forum (Forum sull’acqua) per discutere i problemi locali, regionali e globali. L’edizione 2017 della Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata il 22 marzo, riguarda la questione delle acque reflue, ovvero quelle contaminate da attività domestiche, industriali e agricole, che vanno ridotte, depurate e riutilizzate, secondo quanto prescrive l’obiettivo sostenibile 6.3 dell’Onu: “migliorare entro il 2030 la qualità dell’acqua eliminando le discariche, riducendo l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, dimezzando la quantità di acque reflue non trattate e aumentando considerevolmente il riciclaggio e il reimpiego sicuro a livello globale”.

In Italia la giornata è stata l'occasione per fare il punto e commentare lo stato acquatico del nostro Paese nell'importante convegno: "Acque d'Italia. Conferenza nazionale. Quanta risorsa abbiamo, quanta ne usiamo, quanta ne sprechiamo, quanta ne avremo, come la tuteliamo, cosa fare contro il rischio clima" per la quale il ministro Gentiloni ha anche rilasciato una speciale Dichiarazione.
Il sito governativo #ItaliaSicura riporta l'intervento di Erasmo D'Angelis, responsabile di #ItaliaSicura, dove si riportano innanzitutto la crudezza dei dati ONU sull'acqua: "circa 1 miliardo di persone al mondo non hanno accesso all'acqua potabile, più del doppio soffrono l'assenza di strutture igienico-sanitarie adeguate, 1 bambino su 5 muore per sete o malattie legate all'acqua, quasi il 40% della popolazione mondiale convive con problemi di scarsa disponibilità d'acqua che sono causa di oltre 50 conflitti nel mondo e magari di future guerre per il controllo delle riserve idriche nei punti più caldi della terra".


Ricorda però De Angelis che "Siamo ricchi di acqua. Abbiamo in custodia il più importante patrimonio naturale europeo composto da 1.242 corsi d'acqua (11 di lunghezza oltre i 200 km, 58 oltre i 100 km, 135 che sfociano in mare con bacino idrografico oltre i 200 km quadrati che coprono l'83% della superficie nazionale), 14 laghi naturali con superficie maggiore di 10 km quadrati, 183 laghi artificiali, 4000 piccoli specchi d'acqua alpini, 1.053 corpi idrici sotterranei, un centinaio di foci fluviali, 381 grandi dighe (oltre 15 metri altezza con volume invasi maggiore al 1 mln metri cubi) e altre 30 fuori esercizio, 28 in invaso limitato, 84 in collaudo, 11 in costruzione e piccole dighe regionali".

Eppure risalta il tema delle perdite "eccessive rispetto alla media Ue: al 38,2% per il civile che immette giornalmente nelle reti comunali di distribuzione 385 litri per abitante con un consumo pro capite giornaliero elevato di 245 litri a testa. Perdite in aumento di 3% per rete colabrodo verso Sud (e su 350mila km di tubazioni in Italia almeno 170mila km sono da rottamare o riparare e rigenerare e 50mila km da posare) Abbiamo dati ancora frammentari sul ciclo industriale dove possibile riuso acqua piovana o di depurazione per raffreddare impianti e non con acqua di falda. E' tema di governo soprattutto regionale e locale tra i più rilevanti".

I dati dell'ISTAT
In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, Istat ha fornito un quadro di sintesi delle principali statistiche sulle risorse idriche.

A livello nazionale, nel periodo 2001-2010 si è mediamente registrato un aumento di circa il 6% della quantità di risorse idriche rinnovabili rispetto ai trent'anni precedenti (1971-2000).

La media della precipitazione totale nel periodo 2001-2010 è superiore dell'1,8% al valore del trentennio 1971-2000. Il deflusso totale medio complessivo a mare dei corsi d'acqua e delle acque sotterranee è stato, in media annua, di 123 miliardi di metri cubi nel decennio 2001-2010, in leggero aumento (+6%) rispetto al trentennio 1971-2000 (116 miliardi di metri cubi).

A partire dagli anni '80 i ghiacciai alpini sono in graduale regresso, culminato nel 2007 con il 99% dei ghiacciai monitorati in ritiro, quota che è ridiscesa nel 2014 all'88%.

Dei circa 250 km cubi di ghiaccio presenti sulle Alpi al culmine della Piccola età glaciale (Anni 1820-1850) ne restavano circa 150 km cubi negli anni '70 e soltanto 80 km cubi nel 2011. Il ghiaccio perso sull'arco alpino dagli anni '80 a oggi corrisponde, in termini di volume d'acqua, a circa quattro volte la capacità del Lago Maggiore.

I prelievi di acqua effettuati nel 2012 sono stati destinati per il 46,8% all'irrigazione delle coltivazioni, per il 27,8% a usi civili, per il 17,8% a usi industriali, per il 4,7% alla produzione di energia termoelettrica e per il restante 2,9% alla zootecnia.