28 agosto 2017

Acqua per il centro sanitario di Marracuene

Nei giorni scorsi è stato inaugurato l'impianto idrico per il Reparto maternità del Centro sanitario di Marracuene, in Mozambico.
L’iniziativa è stata chiesta dal Governo distrettuale del distretto di Marracuene per il reparto maternità del locale Centro sanitario, costruito lo scorso anno ma privo di acqua per la mancanza delle risorse necessarie alla costruzione dell’impianto.
Questo è stato realizzato con un foro di circa 60 mt. di profondità per 15 cm. di diametro e dotato di pompa elettrica che spinge l’acqua in un serbatoio sopraelevato, da cui scende per gravità nelle tubazioni della maternità. 

L’impianto è stato realizzato in modo che la pompa elettrica entri automaticamente in funzione quando l’acqua nel serbatoio scende oltre un determinato livello mentre, un galleggiante provvede a disinserire la pompa quando il serbatoio risulta pieno.

Dell'acqua ne beneficia anche la comunità locale: un condotto esterno permette di prelevare l'acqua anche da parte di coloro che risiedono nei pressi del centro sanitario. 

































Questa realizzazione segue la precedente, ossia il pozzo realizzato lo scorso mese di maggio per mitigare gli effetti della siccità che ha colpito diversi paesi africani, tra cui il Mozambico. 
Di questo intervento ne ha beneficiato la popolazione della località di Marracuene. 
































A proposito di Acqua

Rispetto al 1990, nel mondo sono dimezzate le persone senza accesso all'acqua potabile.
Tuttavia 738 milioni di persone ne sono ancora prive, con variazioni elevate per regione: ad esempio, solo il 61% degli abitanti dell'Africa Sub Sahariana ha accesso a fonti di acqua potabile, a differenza del 90% o più dell’America Latina, del Nord Africa e di buona parte dell'Asia.
Per quanto riguarda l’accesso ai servizi igienici, il mondo è ancora lontano dagli obiettivi stabiliti dal traguardo del Millennio.
Due miliardi e mezzo di persone sono ancora prive di servizi igienici e circa un milione e mezzo di bambini muoiono ogni anno a causa di malattie facilmente evitabili con il miglioramento della situazione igienico-sanitaria. Sette persone su dieci senza accesso ai servizi igienici vivono in zone rurali.

I problemi legati all'acqua e ai servizi igienici hanno spesso risvolti differenti in base al sesso. Nei paesi in via di sviluppo, quasi sempre sono le donne responsabili della gestione dell'acqua. Sono loro che educano i propri figli al corretto utilizzo dell'acqua e dei servizi igienici e sanitari. 
Nella maggior parte delle zone rurali, le donne e le ragazze devono percorrere lunghe distanze per raggiungere le risorse idriche. In media, camminano 4 chilometri al giorno, e trasportano fino a 20 chilogrammi. 
Le donne e le ragazze sono anche le prime vittime della mancanza di servizi igienici. Inoltre, problemi legati alla privacy, portano spesso ad un calo della frequenza scolastica tra le giovani.


Un altro elemento fondamentale per l'agricoltura e la produzione di energia è l’acqua dolce, fondamentale per lo sviluppo dell'agricoltura.
A causa della crescente richiesta, c'è sempre meno acqua dolce a disposizione. Basti pensare che i delta dei maggiori fiumi, come il Nilo o il Colorado, sono raggiunti ormai da pochi affluenti, e stanno aumentando i periodi di siccità che affliggono sia le persone che gli eco-sistemi. Negli ultimi 50 anni, il prelievo idrico globale dalle falde e dai bacini acquiferi è triplicato.
Attualmente 1,6 miliardi di persone vivono in regioni con scarsità d’acqua. Entro il 2025, due terzi della popolazione mondiale potrebbe essere colpita da problemi legati alla siccità.


Alcuni dati 

Globalmente, solo il 63% delle persone ha accesso a servizi igienici e il 55% delle acque nere non viene smaltito nè purificato.

L'accesso ai servizi igienici è ai minimi livelli nell'Africa sub-Sahariana e nell'Asia meridionale dove, rispettivamente, il 70% e il 59% della popolazione non ha accesso ad adeguati servizi igienici.

L'80% delle malattie nei paesi in via di sviluppo è causato dall'uso di acqua malsana e dalla mancanza di servizi.