03 dicembre 2017

Diario Mozambicano 4


 

Dopo diversi giorni passati a sistemare i capricci del computer ecco una nuova puntata del Diario mozambicano. Mi trovo a Beira, la seconda città del Mozambico, un paese che risente ancora gli effetti dei 14 anni di guerra civile iniziata poco dopo l'indipendenza. E Beira è stata una delle città più colpite dagli effetti della guerra, anche indiretti: ritenuta politicamente favorevole all'opposizione è stata lasciata spesso priva di energia elettrica e quasi abbandonata dal governo. 



Chi la ricorda tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, parla di una città trascurata, con il sistema di scolo delle acque non funzionante, gli edifici privi di manutenzione, le strade piene di buche, l'energia elettrica spesso mancante, i negozi semi vuoti, il colera endemico.
Sono passati gli anni, il Mozambico ha percorso la via della pace e della riconciliazione e anche Beira è cambiata. Le strade sono state riparate, l'energia elettrica è ritornata, molti edifici sono stati sistemati e il colera è scomparso. Sono sorti alberghi, distributori di benzina, supermercati ed empori cinesi (anche qui...). Il porto ha aumentato il traffico e  la ferrovia ha ripreso a funzionare. 

Ma la povertà non è scomparsa, è solo meno visibile, coperta dallo scintillio delle insegne al neon. Il Mozambico gira a due velocità: da una parte i grandi progetti di cui beneficiano imprese straniere e una classe agiata locale. Dall'altra una moltitudine di persone che deve fare i conti con i prezzi che aumentano e la mancanza di impiego. Si rimedia con il commercio informale, per le strade e nei mercatini si vende di tutto: generi alimentari, vestiti usati, telefonini di incerta provenienza, accessori per auto, finte pietre preziose... 


L’attuale città di Beira risale al 1887, quando il governo portoghese iniziò a popolare la vasta colonia del Mozambico per tenere lontane le mire di tedeschi e inglesi che, proprio sul Mozambico, stavano puntando gli occhi. Alla foce del Chiveve, il piccolo fiume che attraversa la città, venne creato un comando militare attorno a cui si formò un nucleo abitato che prese il nome di una delle province del Portogallo.
Ma vediamo qualche immagine di questa città.

Nei pressi del mercato
Due vedute del centro

Il curioso monumento alla Coca Cola
1970 e 2017: la stessa piazza

La Moschea
La Cattedrale e la scuola di Arti e Mestieri (1907)

Il faro nella spiaggia di Macuti


Diario Mozambicano 3