24 giugno 2019

Cooperanti, bella gente




«Ho 28 anni e sono laureata in Mediazione linguistica e Relazioni internazionali. Lavoro da tre anni come mediatrice. Mi suggerite un tirocinio nell’ambito della cooperazione?». E ancora «Parlo francese, italiano, inglese e un po’ di spagnolo. Ho fatto un master in project management per la cooperazione allo sviluppo. Mi date un consiglio? Ci possiamo incontrare per una chiacchierata?».
Questi sono solo alcuni esempi dei messaggi che arrivano alla casella mail di Aoi, associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, la più grande rappresentanza del settore in Italia.



Questi sono solo alcuni esempi dei messaggi che arrivano alla casella mail di Aoi, associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, la più grande rappresentanza del settore in Italia. «Ne riceviamo a decine», dice Silvia Stilli, portavoce di Aoi. «Nonostante la campagna denigratoria sulle Ong c’è grande fermento ed interesse, sia dei giovani e meno giovani per il settore della cooperazione». Silvia Stilli ha iniziato fare la cooperante negli anni Ottanta. E nel 1999 è tornata in Italia. La motivazione di chi sceglie di partire? «È la stessa che avevo io 30 anni fa: il bisogno di trasformare un ideale in un’azione». 

Un mondo in fermento
Quello nella cooperazione è un viaggio straordinario e i numeri di chi decide di farne parte sono strabilianti. Il portale Open cooperazione aggrega i dati delle 200 più importanti realtà non profit italiane che operano nel settore della cooperazione allo sviluppo e nelle emergenze umanitarie. Ad oggi sono 20.372 le persone, uomini, donne, impegnati in progetti di cooperazione internazionale, di cui 2.880 in Italia e 17.492 all’estero. "L’età media dei cooperanti - afferma Silvia Stilli - si è abbassata: già nei primi anni di università si vuole entrare in questo mondo. Però si è anche alzata, sempre più spesso professionisti, anche in pensione, vogliono mettere a disposizione il loro know how a servizio dei progetti umanitari e in tantissimi scelgono di partire come volontari".